I MICROBI E LA VITA, LA PAROLA AL DOTTORE

Torno a parlare dei germi (o batteri, o microbi), ma in maniera diversa da quella usata nell’intervento n.18 (Virus e batteri). In quell’occasione ho voluto spiegare che è sbagliato considerare i batteri soltanto come nemici implacabili della nostra salute. E’ vero che ci sono alcune specie batteriche che si sono specializzate nello sfruttare come parassiti organismi superiori, noi compresi, ma sono un’esile minoranza. Centinaia di migliaia di specie batteriche ci sono utili, per non dire indispensabili.

Per immaginare com’era la Terra, dopo quattro miliardi di anni dalla sua formazione come pianeta (cioè cinquecento milioni di anni fa), bisogna davvero fare uno sforzo. C’era un solo immenso oceano e un solo immenso continente. Questo continente era desolatamente spoglio: nessun albero, nemmeno arbusti o erba, nessun animale, l’aria priva di uccelli e perfino di insetti. L’acqua del grande oceano era anch’essa (all’apparenza) priva di vita. Eppure la vita era iniziata da oltre tre miliardi di anni. Ma era sempre rimasta vita microscopica. Il nostro mondo era abitato soltanto da microbi. Ce n’erano dappertutto, avevano colonizzato sia la terra che l’acqua, ma erano esseri minuscoli. Per riempire il punto alla fine di questa frase ne occorrono decine di migliaia.

Voglio insistere sull’importanza fondamentale di queste creature, dicendo, in modo brusco se volete, che si tratta di nostri antenati. L’affermazione non teme smentite. Infatti la vita ha avuto inizio come semplice vita batterica (o comunque unicellulare) e tale è rimasta per miliardi di anni. L’esistenza degli organismi pluricellulari complessi (vegetali e animali) è iniziata solo 540 milioni di anni fa con la cosiddetta ‘esplosione’ del periodo Cambriano, di cui ancora non si comprende con sicurezza la causa. Ma la vita durava allora da 3.500 milioni (tre miliardi e mezzo) di anni! Soltanto in quest’ultima esigua porzione di tempo sono comparsi gli esseri viventi pluricellulari come noi. E questi esseri complessi, di cui la nostra specie fa parte, derivano dalla cooperazione di qualcuna delle specie unicellulari che hanno abitato la Terra fin dalla sua nascita come pianeta. Esse hanno formato in principio semplici aggregati di cellule, poi è comparsa una sempre più accentuata specializzazione di gruppi. E poiché la cooperazione era vincente nello sfruttare meglio l’ambiente per procurarsi materia ed energia per riprodursi, ci hanno preso gusto a creare nuove collaborazioni… E alla fine, noi.

Ogni tanto, come un mantra, ripetete: nonno batterio. Non è uno scherzo: siamo tutti pro-pro-pronipoti di batteri. Lo rivela, senza possibilità di smentita, il DNA delle nostre cellule, che come molecola è lo stesso di quello di tutti gli altri esseri viventi della Terra, microbi compresi. Come un libro dei milioni che ne sono stati scritti: tutti composti di poche decine di lettere, organizzate in una lingua. Ma ognuno con la sua storia diversa da raccontare.

dottor Karol (Carlo CAPPELLI)

 

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