GUARDIA DI FINANZA, SEQUESTRATI IN RIVIERA 1.420 ARTICOLI CONTRAFFATTI

GUARDIA DI FINANZA DI ASCOLI PICENO: CONTRAFFAZIONE E SICUREZZA PRODOTTI. SEQUESTRATI 1.420 ARTICOLI.

Sono due gli interventi eseguiti dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ascoli Piceno che, perseguendo le pianificazioni operative volte a contrastare la vendita di prodotti contraffatti e/o non sicuri, hanno sottoposto a sequestro nel lungomare della Riviera delle Palme 1.420 articoli.

Il primo blitz, effettuato dai militari del Nucleo Mobile del Gruppo Ascoli Piceno, ha coinvolto un 46enne ambulante extracomunitario, i cui prodotti di bigiotteria, in particolare quelli destinati ad un contatto diretto con la pelle e/o con parti perforate del corpo, sono risultati non conformi ai dettami dagli articoli 6 e 7 del Codice di Consumo, per quanto attiene, quindi, al contenuto minimo delle informazioni e alle loro modalità di indicazione.

Dopo un accurato esame delle migliaia di articoli detenuti dall’ambulante, ne sono stati individuati e sottoposti a sequestro 1.315, procedendosi, poi, alla contestazione delle relative sanzioni amministrative, dal massimo edittale di circa 26.000 euro.

A distanza di poche ore, le stesse pattuglie – e sempre sul lungomare di San Benedetto del Tronto – hanno individuato un soggetto che, percepito l’imminente “pericolo” di un controllo, si è dato a precipitosa fuga, abbandonando le 105 calzature contraffatte, ben allineate su un lenzuolo riposto sul marciapiede, risultate imitazioni di prestigiose griffe, presto recuperate e sottoposte a sequestro penale, in quanto corpo del reato contemplato dall’art. 474 “Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi” del Codice penale.

Contrasto alla contraffazione e all’abusivismo commerciale, tutela del “Made in Italy” e salvaguardia dell’utenza da prodotti non certificati (e, quindi, “non sicuri”) sono solo alcuni degli ambiti operativi che il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno considera quotidianamente per ostacolare l’ingresso, sotto qualsiasi forma, degli interessi criminali nell’economia legale e, nel contempo, tutelare la correttezza del mercato e il rispetto della concorrenza leale.

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