DISOCCUPATI PICENI: SALARIO MINIMO E MASSIMO, RIPRISTINARE DIRITTI E TUTELE

DISOCCUPATI PICENI <Salario minimo, potrebbe diventare un utile strumento per ridurre una parte delle diseguaglianze economiche, ma è necessario anche porre un limite al salario massimo, e ripristinare diritti e tutele cancellate negli ultimi anni.
Le famiglie con minore capacità di spesa hanno maggiore rischio di povertà. Retribuzioni considerate “basse”, perché non assicurano le minime spese per vivere dignitosamente e soprattutto la mancanza di un’occupazione, sono le cause principali, per l’indigenza. Situazione di disaggio economico-sociale che si aggrava ulteriormente, con la perdita di tutele e diritti, soprattutto per i lavoratori appartenenti al settore privato. Garantire un minimo mensile nazionale, potrebbe diventare un utile strumento per ridurre una parte delle diseguaglianze economiche, ma è necessario tenere conto di alcune considerazioni, per favorire anche una giusta ed equa redistribuzione dell’intera ricchezza prodotta.
In particolare, nel determinare il valore economico del salario minimo, è necessario considerare un rapporto costante con il salario massimo aziendale. Per essere più chiari, stabilito la soglia inferiore economica, all’interno di un’azienda pubblica o privata, il rapporto tra il minimo e il massimo salario mensile non deve eccedere un valore di quattro volte. Nel caso, il rapporto tra il valore, della retribuzione massima e minima è maggiore di quattro, sono necessari degli aggiustamenti, per innalzare il salario più basso o abbassare lo stipendio più alto. Non è solo garantire un minimo per vivere dignitosamente, ma è necessario anche porre un limite al salario massimo. Partendo, ragionevolmente dal principio, dell’organizzazione aziendale, in cui ogni dipendente possiede un ruolo vitale, per la sopravvivenza dell’organismo economico, non si possono tollerare differenze salariali mensili veramente enormi.
Se oggi, la nostra comunità, si considera una società evoluta e coesa, è importante ed urgente, aprire una riflessione su queste tematiche. Solo in questa maniera si possono ridurre lo sfruttamento economico e l’accumulazione “indebita”, motivi di grave disuguaglianza economica-sociale, se consideriamo il fatto, che un genitore che pur lavorava, ma con un salario considerato “insufficiente per vivere con dignità”, è stato allontanato dai propri figli.
Il gruppo “Disoccupati piceni” è sempre a disposizione per dare soluzioni. Per informazioni, chiamare o inviare un messaggio, al numero WhatsApp 334 7555 410. Chi vuole seguirci siamo anche su Facebook, basta cliccare “Disoccupati Piceni”, ed essere informati sulle prossime iniziative.>

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