DISOCCUPATI PICENI: POST ELEZIONI, QUANDO L’INCONTRO CON IL MINISTRO DEL LAVORO?

Disoccupati Piceni: Vinti e vincitori, le elezioni sono passate, urgente ora provvedimenti per rimuovere le cause delle diseguaglianze, che impediscono crescita e sviluppo. Lavoro scarso, mal pagato e infortuni in aumento, e soprattutto molti non versano più i contributi per fini pensionistici.
Le elezioni sono terminate, il primo partito è risultato, quello dell’astensione. Molti cittadini colpiti duramente dalla crisi, ormai hanno perso la fiducia, e spesso anche la forza per dare voce al disaggio economico-sociale, che continua ad avanzare, e la maggiore parte dei politici eletti non interviene.
Precarietà e flessibilità minano alla base, i redditi di molte famiglie. Le diseguaglianze economiche e sociali si fanno più visibili. Politici nazionali e locali non capiscono il significato di trovare la propria azienda chiusa e rimanere senza stipendio, necessario per qualsiasi spesa, come medicinali o generi alimentari. Molti cittadini incontrati nelle piazze, ci raccontano di privarsi, addirittura del prosciutto e persino della cioccolata. Le offerte di lavoro sono poche, e spesso mal retribuite. La situazione è ancora più preoccupante, nel privato la vita media delle aziende, continua a ridursi, si parla addirittura di circa 13 anni.
Le cause sono molteplici, in parte da ricercare, nelle nuove normative contrattuali. Il “job on call” o contratto di lavoro “intermittente”, ad esempio è molto usato dalle aziende private, ma non può essere stipulato dalla pubblica amministrazione. Di fatto, questo tipo di contratto, impedisce al lavoratore, continuità e sicurezza economica, di conseguenza viene anche a mancare la possibilità di accedere a prestiti o mutui bancari, la base per costruirsi un futuro e una famiglia. Numerose, inoltre sono le differenze, tra le tutele assicurate nel mercato del lavoro pubblico e rispetto a quello privato. Il primo vantaggio per i lavoratori statali è la certezza del “posto fisso”. Senza approfondire oltre, soltanto per i dipendenti pubblici, in caso di licenziamento illegittimo vige ancora quanto previsto dall’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. I sindacati, dovrebbero porsi, la questione e suggerire qualche proposte.
Il mondo hi-tech e l’economia globale, spesso non conciliano con il “Welfare”, che dovrebbe assicurare sicurezza economica e dignità ai lavoratori del mercato privato.
La soluzione potrebbe essere la costituzione di un fondo “Sicurezza”, per la tutela dei lavoratori precari, esodati, sul modello di altri fondi cosiddetti di “Garanzia”. Il fondo, magari supervisionato dall’Inps, sarebbe finanziato in parte dalle aziende, lavoratori e amministrazioni locali e Centrale. Il fondo dovrebbe garantire un reddito comprensivo di contributi pensionistici, per il periodo in cui il lavoratore non percepisce un salario. In questa maniera, oltre alleviare le difficoltà economiche, si sosterebbero anche i consumi sul territorio. Senza consumi, le aziende e i negozi chiudono.
Siamo tuttora in attesa di ulteriori incontri, con il sottosegretario Durigon e il Ministro del Lavoro. Per facilitare questi appuntamenti, dovrebbero intervenire i nostri rappresentanti eletti a Roma. Ormai tutti dovrebbero sapere, il nostro territorio terremotato, ha perso anche grande parte del tessuto industriale, per questo motivo, ci appelliamo alla responsabilità e serietà dei nostri onorevoli.
Il gruppo “Disoccupati piceni” è sempre a disposizione per dare soluzioni. Per informazioni, chiamare o inviare un messaggio, al numero WhatsApp 334 7555 410. Chi vuole seguirci siamo anche su Facebook, Instagram, basta cliccare “Disoccupati Piceni”, ed essere informati sulle prossime iniziative.

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