DISOCCUPATI PICENI: “LA POVERTA’ E’ VOLUTA, BASTA CON L’IPOCRISIA”

La povertà è voluta, basta con l’ipocrisia, di cercare solamente fondi da ripartire tra regione e comuni, per distribuire qualche spicciolo, senza realmente rimuovere le vere cause che portano alla miseria sociale”. Troppo facile, ricorre ai mutui e lasciare i debiti alle nuove amministrazioni e soprattutto alla popolazione, che deve pagare sempre più tasse.

La lettura questa settimana, di alcuni articoli di giornali, ci ha convinti di dovere spiegare il perché, secondo il nostro modesto parere, “della povertà del Piceno”, ma soprattutto perché alcuni cittadini onesti senza “raccomandazioni” che hanno perso il lavoro, sono destinati in maniera inesorabile a vivere in miseria.

La crisi economica-occupazionale nel Piceno è iniziata dai primi anni 2000, perché alcune aziende che pure avevano ricevuto enormi risorse economiche pubbliche, hanno deciso di licenziare i dipendenti e trasferire gli impianti. Ovviamente, nessuna amministrazione locale si è opposta in maniera decisa, alle chiusure aziendali. Sarebbe interessante legare in futuro gli stipendi delle amministrazioni locali, alla ricchezza del territorio, in modo che se una società decide di chiudere, e vengono a mancare delle risorse economiche per garantire i servizi alla comunità, l’amministrazione locale dovrà ridurre in percentuale gli stipendi, perché non è intervenuta in tempo per salvaguardare il benessere dei cittadini. Troppo facile, ricorre ai mutui e lasciare i debiti alle nuove amministrazioni e soprattutto alla popolazione, che deve pagare sempre più tasse. L’amministratore si deve assumere anche la responsabilità di verificare almeno una volta l’anno, l’andamento delle aziende che sono sul territorio, e intervenire prima che accada l’irreparabile con la chiusura.

Ricollocarsi dopo i 45 anni, è quasi impossibile. Arrivare a 64 anni, che rappresenta l’età minima per raggiungere la pensione, con il lavoro che manca ed è precario, rende ancora più complicata la situazione di vita, è diventa molto facile ridursi in povertà.

Altro argomento trascurato da anni, è quello legato alle molte infrastrutture stradali e ferroviarie mai progettate e realizzate, che sarebbero servite per migliorare il territorio e attrarre nuove imprese.

Infine, ultimo punto, l’inserimento, in questi anni, nel privato dei limiti di assunzioni entro i 29 anni e la precarizzazione del lavoro, ci riferiamo all’introduzione del contratto a chiamata, o ad intermittenza, per essere più chiari, contratti di lavoro per un ora settimanale. Con queste nuove condizioni, la povertà è sicura per i cittadini che hanno più di 30 anni e non hanno un posto “fisso”, inoltre è impossibile per i giovani pensare di costruire una famiglia, con contratti di lavoro per poche ore mensili e persino male retribuiti.

Queste sono le cause più evidenti, secondo noi, “Disoccupati Piceni”, che hanno condotto e portano molte famiglie alla povertà. Continuare a Leggere sui giornali che alcune amministrazioni, si recano a Roma per chiedere Solamente i fondi per la cosiddetta “lotta alla povertà” per creare degli enti, degli uffici per la distribuzione di pochi spiccioli, a Noi francamente, fa capire, che più che avere intenzione di rimuovere le cause della povertà, si voglia invece, continuare a lucrare e assicurarsi una poltrona intorno ai poveri, distribuendo qualche piccolo salario, utile sicuramente per l’immediato, ma non sufficiente per aiutare a uscire “dai binari che portano all’umiliazione di una vita nella miseria“.

Le persone licenziate, oggi senza un’occupazione, vogliono un LAVORO, e vivere con dignità, come vivono con dignità tutti quei dipendenti pubblici che si sono recati a Roma, per cercare quei fondi da distribuire alle famiglie disagiate.

In questo territorio, saremo cittadini tutti uguali, con gli stessi diritti, come ci ha detto Mario, solamente quando ogni sindaco, onorevole, o semplice consigliere, appena finito il proprio mandato elettorale, per trovare un nuovo lavoro, è obbligato a rivolgersi al centro per l’impiego. Nello stesso modo, in cui Tutti noi, abbiamo fatto in questi ultimi quattro o cinque anni, per trovare una nuova occupazione.

Oggi invece, terminato il mandato, questi cittadini “privilegiati”, spesso trovano incarichi in società pubbliche partecipate, oppure addirittura in amministrazioni pubbliche, senza neanche partecipare ai concorsi.

Se volete realmente cambiare, la situazione e aiutare veramente i cittadini senza occupazione, sostenete e attivatevi per realizzare tutte le nostre richieste”.

Le nostre proposte sono varie, dalla più semplice, quella di ridurre l’orario di lavoro e lavorare tutti, fino ad arrivare al Piano di sviluppo economico specifico per il territorio. Noi, come gruppo “Disoccupati Piceni”, siamo sempre pronti per chiarire le nostre richieste.

Nei prossimi giorni, avremo conferma, per un incontro con il senatore A. Cangini, del gruppo parlamentare di Forza Italia. Ovviamente, prosegue il nostro obiettivo, di incontrare, al più presto, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

Per Chi vuole entrare nel gruppo, è possibile inviare un messaggio WhatsApp 334 7555 410, è possibile seguire le nostre iniziative anche su facebook, basta cliccare “Disoccupati Piceni“, ed essere informati sulle prossimi incontri.

Disoccupati Piceni

 

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