DISOCCUPATI PICENI, INCONTRO IN REGIONE SULLE OPPORTUNITA’ NELL’AREA DI CRISI

Area di crisi Picena, sicuramente un’opportunità per le imprese, ma senza dimenticare la difficile situazione dei lavoratori over50, che hanno perso il lavoro in questi anni. Incontro con l’assessore F. Cesetti e il presidente del Consiglio regionale A. Mastrovincenzo. Avanzate richieste, per aiutare i disoccupati esclusi dai provvedimenti “quota100 e reddito di cittadinanza”.
Lunedì scorso, una delegazione del gruppo “Disoccupati Piceni”, si è recata ad Ancona, per un incontro in Regione. Al confronto, erano presenti l’assessore F. Cesetti, attuale detentore della delega per le aree di crisi, A. Mastrovincenzo presidente del Consiglio Regionale e una dirigente in rappresentanza dell’assessorato al lavoro. Durante la riunione, è stato riaffermato, il concetto di “area di crisi”, non soltanto un’opportunità per lo sviluppo e l’aiuto alle imprese, ma contemporaneamente occorre assicurare il reimpiego anche dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro, negli anni antecedenti al riconoscimento “dell’area Picena”. Questo, ultimo principio è ben indicato nelle direttive di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero per l’Economia.
Ovviamente, abbiamo avanzato, richieste per aiutare i disoccupati over50 esclusi da “quota100 e reddito di cittadinanza”, residenti in un’area di crisi, dove numerose aziende hanno chiuso.
La nostra opinione è di affrontare il problema della disoccupazione in base all’età del soggetto. Per noi, ad esempio, il disoccupato con età anagrafica di 60 anni con 40 anni di contributi versati, dovrebbe accedere all’anticipo pensionistico, oppure usufruire del “salvagente civico”, riteniamo sia un spreco di risorse, continuare a formarlo, perché in questo territorio industrialmente disagiato, difficilmente potrà ricollocarsi.
In questo momento storico, importante continuare a sostenere le imprese, ma la distribuzione delle risorse, deve cambiare, occorre pensare a sistemi già usati, nel nord dell’Europa, come la “cogestione aziendale”.
Siamo sempre più convinti, l’occupazione si crea con la “domanda” di consumo delle famiglie. È inutile continuare a incentivare con enormi risorse le imprese, senza controlli e soprattutto senza ripristinare i diritti ai lavoratori per favorire una corretta ridistribuzione della ricchezza. In questo modo si crea soltanto una bolla economica, una finta ripresa, che si arresta, appena si terminano gli incentivi pubblici pagati anche dalle famiglie in difficoltà.
Una nota, per ricordare la tragedia della miniera di Marcinelle di 63 anni fa. Altissimi sono stati i costi pagati, dai i nostri connazionali costretti a lasciare il proprio territorio per trovare un’occupazione, che non trovavano nella loro Terra.
Il gruppo “Disoccupati piceni” è sempre a disposizione per dare soluzioni. Per informazioni, chiamare o inviare un messaggio, al numero WhatsApp 334 7555 410. Chi vuole seguirci siamo anche su Facebook, basta cliccare “Disoccupati Piceni”, ed essere informati sulle prossime iniziative.

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