CRONONUTRIZIONE, LA PAROLA AL DOTTORE

Si definisce così l’importanza che oggi si dà, oltre che a cosa e quanto si mangia, al quando ci accingiamo ai nostri pasti quotidiani. Quando l’uomo non aveva ancora inventato l’agricoltura e l’allevamento, si mangiava quando si poteva, e ciò che si riusciva a trovare. Eravamo cacciatori-raccoglitori, e lo siamo rimasti fino a diecimila anni fa. Ciò vuol dire che la maniera compulsiva di cibarci, la sbafata, fatta quando càpita, è rimasta scritta nel nostro DNA. E conseguenza ne è derivata che mangiamo troppo e male (almeno noi occidentali, ma presto ci seguiranno tutti). Questi sono argomenti importanti e se ne parla tanto. Lo abbiamo fatto anche noi in questa rubrica. E’ invece una novità quella di attribuire importanza all’orario dei pasti. Da noi è abituale un caffè di corsa appena alzati, qualcosa a mezza mattina per tacitare lo stomaco che brontola, un bel pasto a pranzo, ma soprattutto la cena, quando ci rilassiamo dopo una giornata di lavoro infame e si è così ben disposti e gratificati da una bella ingozzata di cose buone, per finire mezzo addormentati davanti alla TV.

Sbagliato. Il primo pasto della giornata è il più importante, perché dispone bene l’organismo per gli sforzi che l’attendono, quindi l’abitudine tutta anglosassone di sedersi a tavola e di mangiare sostanzioso a colazione è lodevole e va imitata. E più tardi? Anche il pranzo va fatto, ma con criterio, tipo spuntino di mezza giornata. Pure una merenda può essere concessa. Ma quando viene notte, basta. La cena ipercalorica ce la dobbiamo scordare, salvo rare occasioni con gli amici… “Che tristezza!” esclamò un caro professore universitario, quando apprese da me e mia moglie questa nostra abitudine alimentare.

Però così è meglio: si mangia meno e – soprattutto – nel momento che serve per la nostra attività, che sia mentale o muscolare non fa differenza, perché il cervellone che ci portiamo dietro è un gran consumatore di calorie. (E’ pure vero che in certi uffici non è che se ne faccia grande uso).

Comunque ci siamo capiti, spero. Aggiungete ai consigli alimentari del numero 10 di questa rubrica (“Alimentazione”, dicembre 2018) questi sugli orari dei pasti. Ve ne verrà un gran bene, senza ricorrere alle stranezze delle diete inventate, ora da questo ora da quello, con assurde scelte e il bilancino del farmacista, unito alla calcolatrice, per il computo delle calorie.

il dottor Karol (Carlo CAPPELLI)

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