CNA, INCONTRO IN PREFETTURA SULL’EMERGENZA AUTOTRASPORTO

EMERGENZA AUTOTRASPORTO SEGNALATA DALLA CNA PICENA: IL PREFETTO RECEPISCE L’APPELLO E SI IMPEGNA A CONVOCARE UNA RIUNIONE CON I SOGGETTI (ISTITUZIONALI E DEL TERRITORIO) INTERESSATI AL PROBLEMA DELLA VIABILITA’ E DELLE IMPRESE.

I dati della Cna di Ascoli sull’autotrasporto Piceno: 20 per cento di aziende perse in 10 anni, quasi la metà ha più di 15 anni di immatricolazione e solo meno del 10 per cento risultano “Euro 6”, ovvero la categoria meno inquinante

Un incontro in cui il Prefetto si è impegnato a convocare i soggetti istituzionali, territoriali e di categoria, interessati alla problematica. E’ il risultato immediato ottenuto dalla Cna di Ascoli e delle altre associazioni di rappresentanza per l’autotrasporto, che hanno incontrato il Prefetto di Ascoli per manifestare allarme e preoccupazione per la situazione della categoria “intrappolata” nella morsa della crisi, ormai decennale del settore del trasporto su gomma, e dalle ultime vicissitudini infrastrutturali con cui sono costretti a convivere gli autotrasportatori del sud delle Marche e del nord dell’Abruzzo.

“Il Centro studi della nostra Cna regionale – spiega Francesco Balloni, direttore della Cna Picena – ha appena elaborato i dati che riguardano la categoria. Dal 2009 al 2019 il Piceno ha perso ben 132 imprese operanti nel trasporto. Erano 665 dieci anni fa, oggi sono 533. Un calo di quasi il 20 per cento che rischia di essere ancora più marcato se non verranno presi provvedimenti immediati per la situazione infrastrutturale della nostra zona”. Allarme cui fanno eco, anche loro presenti all’incontro in prefettura, Roberto Galanti, di Pmi-Autotrasporto e Claudio Donati, di Assotir. “La risposta immediata del Prefetto – è il commento di Galanti – ci fa sperare. Noi abbiamo avanzato proposte alternative alla disastrosa situazione attuale dell’A14 ma confidiamo che si possa passare al più presto dalla fase emergenziale a quella di un vero e proprio rilancio della categoria”. Tesi condivisa anche da Donati: “La categoria è allo stremo e piccoli interventi possono solo allungarne l’agonia. Certo nel Piceno ora abbiamo bisogno di un sostegno immediato per evitare un’ulteriore emorragia delle imprese, ma non ci sarà comunque futuro se non si metterà mano concretamente a una politica di rilancio del trasporto su gomma”.

Piceno che, sempre per quanto riguarda l’autotrasporto, manifesta problemi anche riguardo l’età di immatricolazione dei mezzi, a riprova delle gravi difficoltà di tutto il comparto. Sempre in base alle statistiche elaborate per a Cna di Ascoli del Centro studi della Cna regionale delle Marche, infatti, quasi il 43 per cento dei mezzi ha un’età operativa compresa fra 10 e 20 anni. Addirittura circa il 28 per cento ha più di trent’anni di strada sulle spalle. E solo poco più di un quarto ha meno di 10 o di 5 anni di vita. Stesso discorso per il discorso ambiente. I veicoli più inquinanti, da Euro Zero a Euro Due, sono quasi il 40 per cento di tutto il parco mezzi dell’autotrasporto Piceno.  E solo poco più dell’8 per cento possono essere classificati nella più nuova e meno inquinante categoria Euro 6. “Problemi che si assommano a problemi e che rischiano ulteriori delocalizzazioni delle imprese superstiti – commenta Luigi Passaretti, presidente della Cna di Ascoli – Problemi come quelli, A 14 a parte, della bretella Ascoli-Mare da mesi perennemente con lavori in corso. E via, andando verso la zona montana, con le problematiche ancora esistenti per raggiungere dal Piceno l’Umbria e il Lazio”.

E sul fronte dello svecchiamento del parco mezzi, la Cna segnala che sulla Gazzetta Ufficiale numero 250 del 24 ottobre 2019 è pubblicato il Decreto che stabilisce le modalità di erogazione degli incentivi per l’acquisto di veicoli industriali a basso impatto ambientale e delle unità di carico intermodali.

Il Decreto elenca gli acquisti finanziabili:

– Veicoli industriali nuovi con alimentazione a gas naturale compresso, ibrida diesel-elettrica e completamente elettrica con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate e fino a 7 tonnellate e veicoli a trazione elettrica superiori a 7 tonnellate (che ricevono 4000 euro per il Cng e l’ibrido e 10mila euro per ogni elettrico da 3,5 a 7 tonnellate e 20mila euro per ogni elettrico superiore a 7 tonnellate)

– Veicoli industriali nuovi alimentati a gas naturale compresso o liquefatto e con sistema ibrido diesel-elettrico con massa complessiva superiore a 7 tonnellate e fino a 16 tonnellate (che ricevono 8000 euro a veicolo) e superiori a 16 tonnellate (che ricevono 20mila euro a veicolo)

– Dispositivi che convertono l’alimentazione da termica a elettrica nei veicoli con massa complessiva di 3,5 tonnellate (che ricevono un contributo pari al 40% dei costi, con un massimo di mille euro per veicolo)

– Veicoli industriali diesel con motore Euro VI e massa complessiva superiore a 7 tonnellate, ma solo a fronte della rottamazione di un veicolo con massa complessiva pari o superiore a 11,5 tonnellate (con un contributo di 5000 euro per l’acquisto di veicolo da 7 a 16 tonnellate e di 12mila euro per l’acquisto di veicolo oltre 16 tonnellate)

– Veicoli commerciali con motore Euro 6D-temp con massa complessiva pari o superiore a 3,5 tonnellate e inferiore a 7 tonnellate (con un contributo di 2000 euro per veicolo)

– Rimorchi e semirimorchi nuovi per il trasporto combinato strada-rotaia che rispondono alla normativa UIC 596-5 e per il combinato strada-mare con ganci nave che rispondono alla normativa Imo purché abbiano un dispositivo innovativo elencato in un allegato al Decreto (con un contributo del 10% del costo per le medie imprese, del 20% per le piccole imprese, con un massimo di 5000 euro per unità, e di 1500 euro per le grandi imprese)

– Rimorchi, semirimorchi e equipaggiamenti per veicoli con massa superiore a 7 tonnellate adibiti al trasporto a temperatura controllata secondo le norme Atp e conformi allo Stage V, oppure sostituzione in queste unità di equipaggiamenti conformi a Stage V (con un contributo del 10% del costo per le medie imprese, del 20% per le piccole imprese, con un massimo di 5000 euro per unità, e di 1500 euro per le grandi imprese)

– Gruppi di otto casse mobili e un rimorchio o semirimorchio per trasportarle (con un contributo di 8500 euro per ogni insieme).

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