BLUE REFRIGERATION ECONOMY, CONVENTION DI FRIGO TECNICA INTERNAZIONALE

Frigo Tecnica Internazionale, i big italiani del freddo per 2 giorni ad Ascoli Piceno. Paolo Lucci: “I nostri impianti garantiscono risparmi di energia del 30%”.

Saranno oltre cento i rappresentanti delle più grandi aziende italiane dell’agroalimentare e della Gdo a partecipare, da domani e per due giorni nella suggestiva Sala degli Specchi, alla convention di Frigo Tecnica Internazionale, l’azienda di Ripatransone tra i principali player internazionali nel comparto della Blue Refrigeration Economy, grazie alla produzione di impianti ad alta efficienza, che coniugano le esigenze di risparmio energetico con la sostenibilità ambientale.
“La nostra sfida è alle grandi multinazionali della refrigerazione industriale – ha spiegato Paolo Lucci, direttore commerciale dell’azienda -, proponendo al mercato mondiale quarant’anni di esperienza nel settore e una produzione che nasce e si completa all’interno del nostro stabilimento: una filiera chiusa, che ci permette di progettare impianti su misura rispetto alle esigenze dei nostri clienti, e non in serie come fanno abitualmente le grandi industrie, e consegnarli e monitorarli utilizzando principalmente i nostri materiali e il nostro personale”.
I case history che saranno presentati nella convention mettono al centro i risultati, “garantiti da organismi terzi”: almeno il 30% di risparmio sulla spesa energetica rispetto agli impianti di tipo tradizionali (“significa permettere alle aziende energivore di essere più competitive, potendo eliminare una spesa significativa del loro bilancio”) e una importante riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. Inoltre, “risparmiare energia – ha spiegato Lucci – significa essere in linea con le direttive internazionali in materia di ambiente e, non per ultimo, ottenere attraverso i certificati bianchi incentivi significativi, soldi che le aziende possono investire su altri capitoli”.
La fotografia di Frigo Tecnica Internazionale è quella di un’azienda che cresce: 70 dipendenti, con un portafoglio ordini di oltre 20 milioni (“che è raddoppiato negli ultimi due anni), l’export che pesa per il 50% sulle vendite globali, un ufficio a Dubai, al servizio dell’area della Penisola Arabica, che rappresenta il principale mercato di sbocco. “Abbiamo appena concluso un contratto con Mohammed Abdullah Sharbatly Co. Ltd., azienda con sede a Jeddah, in Arabia Saudita – ha annunciato oggi Lucci -: si tratta del più grande distributore di frutta di tutta l’area”.
Nei prossimi 2 anni, l’azienda investirà un altro milione di euro per ricerca e sviluppo: in azienda sono impegnati 20 ingegneri, ma il numero è destinato ad aumentare. “Le risorse umane sono il nostro fattore competitivo e Frigo Tecnica Internazionale vuole insistere nel solco dell’innovazione, assumendo nuove figure professionali con skill di alto livello”.
Uno dei modi per programmare un futuro ancora più solido, che passa anche attraverso la collaborazione con la Politecnica delle Marche. “La competizione mondiale la giochiamo su due asset – ha sottolineato il direttore commerciale -: il primo è quello delle risorse umane, che passa anche attraverso l’accordo con l’Ipsia di San Benedetto del Tronto, dedicato ai programmi di alternanza scuola-lavoro, che si concluderanno con l’assunzione diretta di alcuni studenti meritevoli, e il secondo riguarda la digitalizzazione”. “Ci stiamo preparando a monitorare i nostri impianti 24 ore al giorno – ha concluso Lucci – utilizzando esclusivamente la rete e il controllo remoto. Una vera e propria rivoluzione per il nostro settore”.
“La creatività delle imprese manifatturiere è uno dei cardini su cui poggia la sopravvivenza dell’industria marchigiana – ha dichiarato Simone Mariani, presidente di Confindustria Centro Adriatico, che domani interverrà alla convention -. Nonostante la crisi sia ancora forte, qui forse più che altrove, ci sono fenomeni che lasciano ben sperare per il futuro: la vitalità dimostrata per quanto riguarda l’innovazione e la crescita importante dell’industria agroalimentare, in controtendenza rispetto a tutti gli altri settori”. “Le comunità potranno beneficiare di questa crescita nella misura in cui supporteranno le strategie delle imprese champions – ha concluso -. Solo così è possibile rilanciare l’economia nei territori e far sì che a queste, se ne aggiungano altre”.

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