BIANCHINI UIL, IN CALO GLI INFORTUNI SUL LAVORO NELLA PROVINCIA DI ASCOLI

INAIL: 482 MORTI SUL LAVORO IN SEI MESI, +2,8%

Aumentano le vittime rispetto al primo semestre dell’anno scorso, Crescono anche le malattie professionali. FONTE OPEN DATA INAIL.

DI GUIDO BIANCHINI ESPERTO UIL ASCOLI PIENO SICUREZZA SUL LAVORO

Sono state 482, 13 in più rispetto al primo semestre del 2018, le denunce di infortuni mortali sul lavoro nel primo semestre del corrente anno nel nostro Paese.

Le denunce di infortuni nel periodo in esame sono state 323.831 (-0,2% rispetto al 2018) e che nello stesso periodo risultano in lieve aumento le patologie di origine professionale denunciate (+354 casi), pari a un totale di 32.575.

Dalla analisi territoriale emerge che l’aumento dei casi mortali riguarda l’Italia centrale e meridionale.

Le denunce di malattia professionale protocollate nello stesso periodo sono state 32.575, (+354 in più rispetto allo stesso periodo del 2018). A livello territoriale, l’aumento ha riguardato il Centro (+1,9%), il Sud (+0,3%), le Isole (+3,6%) e il Nord-Est (+0,4%). Il Nord-Ovest ha, invece, un calo dello 0,6%.

In ottica di genere si rilevano 221 denunce di malattia professionale in più per le lavoratrici (da 8.644 a 8.865 – +2,6%), e 133 in più per i lavoratori (da 23.577 a 23.710 +0,6%). In aumento sia le denunce dei lavoratori italiani, che sono passate da 30.170 a 30.306 (+0,5%), sia quelle dei comunitari, da 674 a 766 (+13,6%), e dei lavoratori extracomunitari, da 1.377 a 1.503 (+9,2%).

Si stimano il 15% (circa 50.000) gli infortuni che hanno provocato invalidità permanente.

LA SITUAZIONE NELLA REGIONE MARCHE

LE MALATTIE PROFESSIONALI – DATI AL 30 GIUGNO 2019

Sono state denunciate nel semestre in esame 3.290 con una diminuzione di 26 casi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

2.262 i casi riguardanti i maschi e 1.028 le femmine

2.263 le malattie dal settore Industria e servizi; 577 casi in agricoltura e 20 Per conto dello Stato

Denunce di malattie professionali per luogo di nascita e genere. Marche.

3.068 sono di lavoratori Italiani; 74 di lavoratori dell’Unione Europea (esclusa Italia) e 148 da Extra Unione.

Vediamo che cosa è accaduto nelle province marchigiane nel periodo in esame.

Territorio 1°Sem. 2018 2°Sem. 2018 Differenza
Marche 3.316 3.290 +26
Ancona 683 688 +5
Ascoli Piceno 520 405 -115
Fermo 431 422 -9
Macerata 882 940 +58
Pesaro e Urbino 800 835 +35

Dall’analisi dei principali settori relativi alle Denunce di malattie professionali (rif. Inail ICD-10) emerge:

I Tumori (C00-D48) passano da 42 a 25; i Disturbi psichici e comportamentali (F00-F99) da 6 a 12; le Malattie del sistema nervoso (G00-G99) da 638 a 559; le Malattie dell’orecchio e dell’apofisi mastoide (H60-H95) da 196 a 167; le Malattie del sistema circolatorio (I00-I99) da 3 a 5; le Malattie del sistema respiratorio (J00-J99) da 63 a 53; le Malattie della cute e del tessuto sottocutaneo (L00-L99) da 10 a 6; le Malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo (M00-M99) da 2.077 a 2.234. 

REGIONE MARCHE

ANALISI DEGLI INFORTUNI – DATI RILEVATI AL 30 GIUGNO 2019

Nella nostra regione ci sono stati 9.360 casi con un incremento di 78 accadimenti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

7.117 casi nell’Industria e servizi; 605 in  Agricoltura e 1.716 Per conto dello Stato.

Il Totale delle denunce nelle Attività manifatturiere è passato da 1.351 a 1.365

Evidenti gli incrementi nelle Costruzioni da 460 a 535 casi (+75); nel Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli da 405 a 453 (+48);

nel settore Istruzione che raddoppia il numero di eventi  passando da 16 a 30; in diminuzione i Non determinati poiché da 1.999 casi si è passati a 1.961 (-38 casi).

Disaggregando i dati delle Denunce d’infortunio in occasione di lavoro per gestione tariffaria – Marche – abbiamo: Industria: 1.603 casi (+89); Artigianato: (+13); Terziario: 1.124 (+51). Per un Totale di 6.006 (+151 eventi).

Denunce d’infortunio per luogo di accadimento

Territorio 1°Sem. 2018 2°Sem. 2018 Differenza
Marche 9.360 9.438 +78
Ancona 3.251 3.437 +186
Ascoli Piceno 1.191 1.169 -22
Fermo 763 737 -26
Macerata 1.867 1.807 -60
Pesaro e Urbino 2.288 2.288 0

Circa il luogo di nascita dell’infortunato i lavoratori italiani hanno denunciato 7.837 casi contro i 7.892 dell’anno precedente; quelli dell’Unione Europea (esclusa Italia) 365 contro i  353 precedenti; quelli Extra Unione Europea 1.236 contro i 1.115.

Mentre le Denunce d’infortunio per genere risultano 3.310 per le Femmine 3.196 3.310 (+114) e 6.128 per i Maschi (-36 casi).

 

Denunce d’infortunio per classe d’età dell’infortunato –

Età 1°Sem. 2018 2°Sem. 2018
Fino a 14 anni 871 986
Da 15 a 19 anni 473 472
Da 20 a 24 anni 503 552
Da 25 a 29 anni 683 658
Da 30 a 34 anni 707 717
Da 35 a 39 anni 822 822
Da 40 a 44 anni 1.032 986
Da 45 a 49 anni 1.146 1.076
Da 50 a 54 anni 1.125 1.205
Da 55 a 59 anni 1.063 1.062
Da 60 a 64 anni 581 538
Da 65 a 69 anni 178 186
Da 70 a 74 anni 75 79
Da 75 anni e oltre 99 97
n.d. 2 2
totale 9.360 9.438

 

Le Denunce d’infortunio con esito mortale nella nostra regione sono passati da 8 a 14.

12 in Industria e servizi (raddoppiati) e 2 in Agricoltura (anche qui raddoppiati).

 

Denunce d’infortunio con esito mortale per luogo di accadimento – Marche

Territorio 1°Sem. 2018 2°Sem. 2018 Differenza
Marche 8 14 +6
Ancona 0 5 +5
Ascoli Piceno 1 2 +1
Fermo 1 1 0
Macerata 3 4 +1
Pesaro e Urbino 3 2 -1

 

11 decessi sono di lavoratori italiani, 1 dell’Unione Europea (esclusa Italia) e 2 di lavoratori Extra Unione Europea.

Circa le differenze di genere sono 2 donne e 12 uomini i deceduti.

Commento

I dati in esame confermano un numero elevato d’infortuni mortali sul lavoro nel nostro Paese, evidenziano il peso etico nonché i costi sulla vita sociale, politica e lavorativa. Sono dati di prevalentemente quantitativi e non qualitativi.

Con questi ultimi sarebbe possibile attivare azioni di prevenzione reali con il coinvolgendo diretto delle parti sociali.

L’Inail non fornisce statistiche per frequenza, per gravità, per cause specifiche e per tipo di lavorazione. Si tratta di dati ragionieristici.

Nelle rilevazioni, soggette ad accoglimento e/o rigetto dopo essersi consolidati, non sono compresi i lavoratori che operano in nero nell’edilizia e nell’agricoltura, né i lavoratori delle forze di polizia e dei VVFF.

La situazione descritta conferma la mancanza di un’adeguata attenzione preventiva prevista dai Piani nazionali e regionali in materia.

Emergono inoltre, accanto ai settori tradizionali, nuovi settori a rischio oltre ad un mondo del lavoro sempre più precario e frammentato.

L’aumento degli infortuni mortali è inaccettabile non degno di un paese civile.

Il tema delle malattie professionali è sottovalutato.

Invece è un problema serio, a fronte dei nuovi lavori e dell’invecchiamento della popolazione lavorativa, per effetto dell’innalzamento dell’età pensionabile.

Per questo chiediamo con forza al Governo investimenti e risorse adeguate.

Bisogna rafforzare il personale ispettivo: voglio ricordare, che proprio in materia di sicurezza sul lavoro, delle 20.942 aziende ispezionate nel 2018 dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ben 16.394 (78,2% del totale), sono risultate irregolari (+5% rispetto all’anno precedente).

In complesso sono state accertate 31.218 violazioni, di cui la stragrande maggioranza (26.885) di natura penale e 4.333 di natura amministrativa.

Occorre:

  • Istituire in tutte le aziende la rilevazione dei “mancati infortuni”, con break formativi consolidando l’In-formazione dei lavoratori che deve essere costantemente aggiornata.
  • Potenziare il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e incrementare la collaborazione sinergica con gli Spisal delle ASL.
  • Una campagna di sensibilizzazione sulla salute e sicurezza sul lavoro invitando gli Rls/Rsu a organizzare, periodicamente con i lavoratori, dei momenti di sensibilizzazione e formazione in tutte le aziende.

Dalle informazioni che ci pervengono in tutte le Aziende è fortemente diminuita l’attività di prevenzione, malgrado gli accordi confederali in materia.

La quantità di morti e di invalidi rende il problema della condizione di lavoro assolutamente prioritario, non solo per la vigilanza ma soprattutto per la contrattazione.

  • Rafforzare e potenziare gli Spisal verificando le piante organiche per le assunzioni dei tecnici anche alla luce del nuovo Piano strategico regionale su salute e sicurezza in definizione.

Nelle Asl mancano almeno 2000 addetti alla sicurezza sul lavoro.

Circa le Marche occorre investire in sicurezza e prevenzione, perché gli infortuni continuano a crescere.

Imprese e istituzioni devono investire in sicurezza e prevenzione, oltre che sulla qualità del lavoro.

Nelle Marche s’investe poco in prevenzione e le unità di personale sono insufficienti.

Il sindacato ha già sollecitato la Regione su questo tema anche in vista della ricostruzione che vedrà uno dei più grandi cantieri d’Europa aprirsi proprio nelle Marche.

Una situazione eccezionale che deve essere affrontata in modo diverso dal passato adeguando uomini e mezzi anche alla luce di maggiori ispezioni che si andranno a effettuare.

La Regione deve destinare più risorse nella medicina del lavoro, ma anche le Direzioni Del Lavoro e Inail, devono assumere un ruolo più incisivo con controlli e prevenzione. Ognuno deve fare la propria parte.

Voglio ricordare infine che ieri Cgil, Cisl e Uil, hanno incontrato il Sottosegretario al Lavoro, On.le Claudio Durigon per affrontare il tema della salute e sicurezza sul lavoro.

Auspichiamo che quanto emerso nel confronto, in forma di proposte concrete, abbia, entro breve tempo, esito positivo a partire dalle misure urgenti necessarie, tra le quali la qualificazione delle imprese e la regolarizzazione degli organismi partitici, a fronte dei continui infortuni, spesso mortali, registrati sui luoghi di lavoro e, dell’aumento delle malattie.

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