ASMA, LA PAROLA AL DOTTORE

Avete mai sentito l’espressione ‘fame d’aria’? Il malato con gli occhi sbarrati per il terrore di morire, il colorito bluastro, il respiro affannoso, che non può stare disteso e cerca disperatamente davanti a una finestra aperta l’ossigeno che gli manca… I medici, con il loro gergo incomprensibile (volutamente) dicono laconici: dispnea. L’asma è una frequente forma di dispnea. Avviene per un restringimento delle vie bronchiali che non permette un adeguato apporto di aria fino al polmone, che però è sano.

Un attacco d’asma non è una situazione grave (come invece altri tipi di dispnea che coinvolgono direttamente il polmone o, peggio, il cuore). Nel caso dell’asma ci sono per fortuna rimedi rapidi ed efficaci e l’intervento medico può riportare ben presto il sorriso di sollievo sul viso del malato e di chi lo assiste.

Ma è un altro il punto su cui voglio portare la vostra attenzione. Il restringimento delle vie bronchiali dell’asma può essere anche lieve e non riconosciuto. Il respiro in questi casi è normale; non ci sono crisi. Però sotto sforzo (salire le scale, correre) compare una tossetta stizzosa e un senso di oppressione al petto che spariscono appena ci si ferma. Questo è l’asma più subdolo e pericoloso, perché con il passare degli anni e senza cure può diventare assai invalidante e finire in una broncopatia cronica ostruttiva di difficile trattamento.

Ma qual è la causa dell’asma?

Dipende da caratteristiche individuali e da stimoli esterni (qualità dell’aria o allergia verso particelle respirate). In un malato d’asma spesso le due cose convivono con proporzioni variabili: ci sono malati così predisposti che basta poco per realizzare la situazione asmatica, quale che sia l’intensità dello stimolo; altri invece in cui è esagerata la risposta a sostanze dell’aria che sono respirate da tutti senza danno (pollini delle piante, acari della polvere). Quest’ultima è l’allergia respiratoria, tradizionalmente curata con i famosi ‘vaccini antiallergici’. Di questi però se ne abusa: funzionano bene solo in casi particolari, ma non sono utili sempre, ogni volta che c’è asma, come invece si crede (e come vuole far credere chi ci guadagna). Tutt’altro. Attenti, perciò! Spendere molto non significa esser curati bene. Le decisioni terapeutiche giuste devono esser prese da buoni specialisti.

Un’ultima cosa. Quando ero giovane pediatra in un osservatorio privilegiato qual è un reparto pediatrico ospedaliero (anni sessanta/settanta), l’asma del bambino piccolo era ignoto. Non esisteva sotto l’anno di età. Oggi tutti i bambini sembrano destinati a conoscere l’asma, prima o poi. E i lattanti di pochi mesi non fanno eccezione. Il motivo è il deterioramento della qualità dell’aria che si respira nelle nostre città superinquinate. Prima di tutto a causa delle centrali termoelettriche (le famigerate, enormi ‘turbogas’, micidiali vicino agli abitati), poi per l’aumento della circolazione automobilistica, e infine per il condizionamento (sia caldo che freddo) delle abitazioni. E il fumo delle sigarette? – direte. Colpevole anche lui, senz’altro. Ma perché si parla soltanto di questo, anche ora che finalmente è sotto controllo?

Bisogna concludere che l’asma, come l’obesità, è purtroppo una conseguenza del nostro modo di vivere.

Il dottor Karol (Carlo Cappelli)

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