ASCOLI SENZA VITTORIE MA NON E’ TUTTO NERO

Sconfitta sonora in casa in Coppa contro la Viterbese. Pareggio agguantato per i capelli nel recupero col Cosenza. Sconfitta per 2-0 a Perugia. “Alla mia squadra voglio bene anche se non vince mai” potrebbero per adesso cantare con Ermal Meta i tifosi bianconeri che anche ieri, in mille, hanno dato spettacolo al “Curi” incitando fino alla fine l’Ascoli almeno a realizzare il gol della bandiera. L’immagine simbolo della serata rimarrà quella del portiere Perucchini che si scusa sotto il settore ospite con i propri sostenitori dopo il fischio finale, consolato da Lanni. In effetti è stato lui l’uomo decisivo, stavolta in negativo, della sconfitta di Perugia. Nel mirino della critica soprattutto il portiere ma non è rimasto immune nemmeno il tecnico Vivarini. Adesso però guai a cadere nell’errore della caccia al colpevole, si può sbagliare e poi migliorare. Grazie anche alla sosta in arrivo.

L’Ascoli infatti, pur fallendo ancora l’appuntamento con la vittoria, ha mandato seppure a sprazzi segnali di gioco, soprattutto a centrocampo dove Caivon e Kupisz sembrano in netta crescita. Zebli, invece, è andato a corrente alternata ma non gli si può gettare la croce addosso visto il furente pressing umbro che non lasciava tempi di costruzione. La buona notizia viene da Casarini che, si è già visto, può fare in pieno la sua parte vista la personalità con la quale si è calato subito in cabina di regia. Note meno positive in difesa, spesso in affanno, con Padella che non convince appieno nel ruolo di guida del reparto. Con in campo Valentini ed Ingrosso si potrà fare una valutazione più completa. In ombra anche l’attacco con l’eccezione di Ninkovic che ha iniziato a mostrare il suo talento. Ardemagni e Beretta non hanno mai impensierito Gabriel. E questo per un reparto che non vede segnare un proprio attaccante ormai dal primo maggio scorso (Monachello  a Chiavari) non è propriamente un bel segnale…