APPELLO DI ITALIA NOSTRA, SALVIAMO DAL DEGRADO IL PORTONE LATERALE DI SAN FRANCESCO

“Condizione di degrado del portale laterale del Tempio monumentale di San Francesco, Ascoli Piceno”.

Prosegue la pervicace insana abitudine di insozzare con scritte talvolta volgari, gli angoli più pregevoli della città delle 100 torri.

Ora, l’attenzione degli imbrattatori di professione, è stata rivolta ad uno dei monumenti più prestigiosi della città. Si tratta della porta laterale del Tempio di S. Francesco che si apre sul fantastico chiostro, aperto alla fruizione del pubblico per tante ed importanti manifestazioni e quale preziosa “Piazza delle Erbe”, dove i contadini espongono nella prima mattina i prodotti che il territorio offre con generosità.

Stranamente, questa volta, non si sa se volutamente o forse per inspiegabili impulsi spontanei, frutto forse di una sorta di un’illuminazione esoterica, i segni impressi sui riquadri del portone sembrano il tentativo di ripetere, probabilmente senza consapevolezza, quelli di livello artistico di gran lunga maggiore, realizzati su tante porte di bronzo create nei primi decenni dell’anno 1000, nell’Italia del Sud e nella parte est del Mediterraneo, in particolare nella capitale Bisanzio, quando questi luoghi apparivano di gran lunga più sviluppati del resto d’Europa, ancora immersa in gran parte nelle nebbie dei comportamenti barbarici e del sottosviluppo sociale ed economico.

Si fa riferimento all’opera di Barisano da Trani e a quelle donate dal nobile Pantaleone di Amalfi a tante cattedrali del Sud e fatte realizzare a Bisanzio, in quel tempo metropoli dello sviluppo artistico ed economico.

Le lettere e i segni impresi nei riquadri, anche se di elementare fattura, indicano almeno un minimo di consapevolezza dell’esistenza di forme di espressione meno volgari e più elevate.

Del tutto differenti appaiono invece le altre scritte. Alcune appaiono indiscutibilmente espressione di una forma mentale puerile. Si fa riferimento alla scritta “Buon Natale” o a quella “Ti amo amore mio”, espressione, quest’ultima di qualche adolescente, mentalmente parlando, in cui forse per la prima volta si è accesa la fiamma dell’incantamento dell’amore.

Alcune invece sono l’espressione di soggetti il cui animo è profondamente volgare e appare incapace di nutrire sentimenti elevati e puliti. Così non sembra vero a costoro di citare con godimento irrefrenabile il termine dell’organo genitale maschile.

Raggiunge i vertici dell’insensatezza, il riferimento “Dio” qualificato con un termine irripetibile.

L’autore spregevole di questa bestemmia, povero tapino, non era sicuramente in grado di comprendere che a “Dio” per definizione “Essere Perfettissimo” non poteva essere riferito un termine così offensivo e volgare come quello scritto sul muro.

È evidente che l’epiteto riferito a “Dio” e tutte le altre scritte, realizzate sul monumento incluso tra i beni soggetti a tutela sulla base di quanto previsto dal Codice dei Beni Culturali, rientrano fra le fattispecie di reato, meritevoli di essere perseguite a norma di legge.

Si ritiene, pertanto, che utilizzando le eventuali immagini riprese dall’impianto di videosorveglianza presente nella zona, si debba tentare di individuare i responsabili di questi comportamenti riprovevoli e degli eventuali reati commessi, con l’adozione nei loro confronti delle sanzioni che la gravità dei comportamenti stessi giustifica.

Naturalmente di dovrà con la dovuta urgenza, provvedere ad eliminare le scritte indecorose restituendo al primitivo splendore e fascino l’elegante portale di travertino e il portone con i riquadri.

D’altra parte, se lo si riterrà opportuno, si potrà analizzare il significato dei segni impressi sui riquadri e se si dovesse ritenere che siano l’espressione, anche se inconsapevole, di una sorta di illuminazione artistica, si potrà stabilire se sia opportuno o meno conservarne la presenza.

Differentemente, anche queste scritte, equiparate alle altre insensate e volgari, andranno eliminate.

Si confida, in una pronta eliminazione di questo sconcio che arreca un danno enorme ad un monumento esemplare della nostra città.

Il Presidente della Sezione di Ascoli Piceno (Prof. Gaetano Rinaldi)

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