ALLARME DEI COMMERCIALISTI: “I FALLIMENTI AD ANCONA? UN DANNO PER ASCOLI”

 

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Il 9 GENNAIO 2017 si è insediato il nuovo Consiglio dell’ordine dei dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Ascoli Piceno. Del nuovo Consiglio fanno parte: il dott. Carlo Cantalamessa Presidente, Dott.ssa Giulia Liboni, Vice Presidente, il Dott. Massimiliano Pulcini, Tesoriere, il Dott. Daniele Illuminati, Segretario, i Consiglieri Dott. Dario Corradetti, Dott.ssa Debora Cozza, Dott.ssa Alessandra Fazi, Rag. Sirio Salvucci e Dott. Enrico Diomedi. Il collegio dei revisori è composto dalla Dott.ssa Gabriella Agostinelli, Presidente, il Dott. Pasquale Collini e la Dott.ssa Patrizia Neroni. Con una conferenza stampa tenuta oggi l’Ordine ha fatto il punto sulla sua attività, sottolineando tre aspetti peculiari.

  • Convenzione Bottega Terzo Settore 

Vincenzo Marini Marini che guida la Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno ha avuto l’intuizione nel regalare alla comunità il restaurato ex Cinema Olimpia di Corso Trieste. L’immobile restaurato con grande cura accoglierà la “Bottega del Terzo Settore”, una organizzazione oltre che un luogo ed un progetto di contaminazione tra Terzo Settore e Terzo Settore, e tra Terzo Settore e Comunità, per costruire un modello di Welfare in grado di rispondere ai bisogni sociali del territorio, affrontare rischi e sfide sociali e promuovere la costruzione di reti. Lo scopo, dunque, della Bottega del Terzo Settore è quello di promuovere i valori e la cultura propri del Terzo Settore, stimolare l’incontro tra i diversi soggetti protagonisti del Terzo Settore stesso e favorire una relazione sempre più stretta con la comunità, valorizzare l’identità dell’associazionismo che costituisce un pilastro importante della nostra società e che tale finalità si può declinare in tre aspetti tutti importanti e coesistenti. In sintesi creare una solida rete sociale tra il Terzo Settore e nel Terzo Settore.

In quest’ottica e con questi presupposti tra l’Ordine e la “Bottega del Terzo Settore” verrà a breve siglata una convenzione in cui l’Ordine, rilevata la crescente importanza e diffusione delle organizzazioni no profit anche nel contesto locale e l’evoluzione del sistema normativo e regolamentare del Terzo Settore, si propone:

  • di essere sempre più “parte attiva” per contribuire alla crescita economica e culturale del territorio di appartenenza, aspirando ad essere un interlocutore di riferimento anche per gli Enti no profit;
  • di promuovere e regolare la Formazione Professionale Continua, obbligatoria per i Dottori Commercialisti e gli Esperti Contabili, determinando le iniziative formative sulla base delle esigenze avvertite anche sul territorio;
  • di promuovere una serie di iniziative volte ad accrescere e migliorare le competenze professionali dei propri iscritti in merito all’amministrazione, alla fiscalità e ad altre tematiche inerenti i soggetti operanti nel Terzo Settore.
  • Soppressione sezione Fallimentare Tribunale di Ascoli Piceno 

L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Ascoli Piceno con la conferenza stampa odierna vuole inoltre sensibilizzare tutte le realtà cittadine, comprese quelle politiche, su quella che potrebbe sembrare una difesa corporativa della categoria e che invece rappresenta l’allarme per un grave vulnus che sta per  essere arrecato alla città e a tante altre categorie di professionisti.

Con sorprendente velocità, considerati i classici tempi della politica, sta infatti procedendo il suo iter legislativo il disegno di legge di modifica della legge fallimentare (c.d. progetto Rordorf) che prevede che i Tribunali con meno di 30 magistrati in organico vengano privati della loro autonomia in materia fallimentare. Materia che diverrebbe di competenza del Tribunale delle Imprese situato presso le sedi di Corte d’Appello (nel nostro caso Ancona). Tutto il Piceno quindi, non solo Ascoli, verrebbe impoverito ulteriormente. Tralasciando i conseguenti e immediati problemi logistici per gli operatori del settore che per ogni questione dovrebbero recarsi nel capoluogo di Regione ne deriverebbe poi tutta una serie di iatture. A cascata il Tribunale di Ascoli, non avendo più procedimenti né giudici delegati, perderebbe poi tutte le naturali attività successive. Che non sono di poco conto investendo gli avvocati per le cause conseguenti e non certo infrequenti nell’ambito trattato, gli altri ordini professionali (Ingegneri, Architetti, Geometri tanto per fare solo qualche nome) che verrebbero privati delle consulenze tecniche necessarie con conseguente impoverimento anche degli uffici statali del territorio. In pratica tutta un microcosmo economico, che poi tanto microcosmo non è, trasferito altrove a discapito di un territorio già colpito dalla crisi prima e dal sisma poi.

Il Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Ascoli Piceno chiede che i rappresentanti del territorio, come già sta succedendo in tante altre città italiane, le istituzioni e le forze politiche denuncino le conseguenze di tale nefasta legislazione per cercare di fermare, o quanto meno emendare, l’emanando disegno di legge.

La legge sul Sovraindebitamento

La Legge n. 3 del 2012 “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonche’ di composizione delle crisi da sovraindebitamento” introduce nell’ordinamento giuridico italiano il concetto di “sovraindebitamento”. Il sovraindebitamento è la difficile situazione di coloro, privati cittadini, cosiddetti consumatori o piccole imprese, che non riescono a pagare i propri debiti a causa di uno squilibrio tra le disponibilità economiche ed i debiti da pagare. Viene considerato “sovraindebitato” colui che per motivazioni di qualsiasi natura non riesce a far fronte ai debiti e non dispone di “patrimonio prontamente liquidabile” per onorare il debito scaduto. E’ sovraindebitato anche il soggetto che non sarà in grado di pagare in breve termine. Ad esempio un dipendente che avesse sempre pagato la rata del mutuo, se licenziato, potrà accedere alle procedure di sovraindebitamento se non ha risorse per pagare le rate future, al pari del piccolo imprenditore e micro società che non sono in grado di adempiere, in momenti di perdurante crisi, agli impegni presi.  Il debitore farà il possibile per pagare assistito da un esperto nominato o dal Tribunale o da un ORGANISMO DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI (OCC). Non rimanere quindi inseguito a vita da banche e finanziarie, ma poter pagare il giusto per liberarsi dal debito e tornare una persona serena e pienamente inserita nella vita economica della propria comunità.

In sintesi, la finalità principale della legge n. 3 del 2012 è quella di permettere legalmente al debitore di pagare quanto gli è possibile e di vedersi cancellato il debito che è accertato non può essere pagato. Si parla quindi di “esdebitazione” ovvero di cancellazione del debito non onorato. Questa opportunità non va intesa come una sanatoria del debito. E’ offerta la possibilità a chi ha troppi debiti di pagare quanto gli è possibile, in relazione alla propria situazione di reddito, patrimonio e carico familiare. L’approccio è quindi di equilibrio tra i diritti del debitore ad una vita dignitosa e quella dei creditori di ottenere almeno una parte di quanto dovuto dal soggetto sovraindebitato. Si salvano così molti cittadini dalla depressione perenne, si restituisce loro la dignità, si evita il ricorso ad “usurai” e non si disperde un patrimonio di persone attive nel campo economico e sociale solo perché hanno fatto dei debiti una volta nella vita. Insomma viene data loro una seconda possibilità se meritevoli e previa l’assistenza di un tecnico qualificato. IL DEBITO DELLE FAMIGLIE COLPITE DALLA CRISI che toglie loro energie vitali, che impedisce di vivere serenamente, le costringe ad uno stato di depressione e prostrazione, celando un degno futuro.

 

 

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