ALIMENTAZIONE, LA PAROLA AL DOTTORE

Siamo fatti di materia, di atomi. Guardatevi allo specchio: nessun atomo del vostro corpo è lo stesso di quando eravate bambini. Tutte le cellule che compongono i nostri organi sono state distrutte e ricostruite moltissime volte. E’ un processo continuo di ricambio dei tessuti. Anche le ossa, anche il cervello sono stati rifatti più e più volte. Certo senza cambiamenti sostanziali: il nostro DNA lo garantisce. Il materiale di costruzione ha due sole origini: la respirazione e l’alimentazione. Tutto ciò di cui siamo fatti è entrato nel nostro corpo o dal naso o dalla bocca. E siccome questo materiale proviene dall’ambiente in cui viviamo, ecco l’importanza dell’aria che respiriamo e del cibo che mangiamo.

Occhio a quello che mangiate (dell’aria abbiamo parlato nell’intervento sull’asma). Sì, sì, la dieta, direte sbuffando di noia. Se ne parla e legge perfino troppo. Discorsi complicati e quasi sempre inutili. Per un po’ si sta a regimi rigorosi (e, lasciatemelo dire, spesso cervellotici), poi ci si stanca: è troppo difficile vivere così, con il bilancino dei grammi e le percentuali di proteine, grassi e idrati di carbonio. Chi ci riesce è l’eccezione, non la regola. E allora? Allora consiglio due cose semplicissime. La prima: scegliete quello che vi attira come necessità, non per il sapore; quello che il vostro corpo richiede, come fanno gli animali. Perché, giratela come volete, ma siamo animali. Gli animali non hanno dietisti, loro sanno d’istinto ciò di cui hanno bisogno. Tutto sta a trovarlo, per loro. Per noi invece è il problema opposto: abbiamo a disposizione troppo e abbiamo perso questo istinto del saper scegliere. Non sappiamo rinunciare alle cose buone. Al cibo chiediamo soltanto di procurarci il piacere di soddisfare l’appetito. Attenzione: l’appetito, non la fame. Sono due cose diverse. La fame è la sensazione che ci stimola a introdurre sostanze per vivere, per quel ricambio che abbiamo detto e per avere l’energia di muoverci e agire. L’appetito è la semplice voglia di procurarci il piacere che ci dà mangiare cose, appunto, per noi appetitose. E’ psicologia, non fisiologia. E siccome siamo sempre stressati, cerchiamo spesso e volentieri questa gratificazione dell’ingurgitare cibo. E ingrassiamo.

Ecco perciò il secondo consiglio: imparate soprattutto a fermarvi, anche quando vi sembra di avere ancora fame (che invece è solo appetito). Il pericolo è il troppo, non il troppo poco, come un tempo. Mangiare per vivere, insomma, non vivere per mangiare.

Come ci accorgiamo se stiamo procedendo bene? Con la bilancia, è ovvio. Ma soprattutto con i buchi della cintura. Ogni età ha il suo peso: non potete pretendere di pesare o di apparire come quando avevate vent’anni, ma mettere su pancia esagerata fa sempre male. Il girovita non dovrebbe superare in teoria certi limiti codificati: 94 centimetri per l’uomo, 80 per la donna. Superarli è dannoso: non una malattia, ma spesso l’annuncio di prossimi problemi. E’ dimostrato da grandi lavori di ricerca statistica.

Ricordate il famoso ‘stile di vita’ del mio intervento sull’arteriosclerosi? Imparare a mangiare è forse il fattore più importante di questo stile. Mangiate quello che volete, ma imparate a fermarvi. Questo ogni giorno. Se poi volete farvi un regalo, un bel pasto sfizioso e abbondante, può sempre esser concesso, ma ogni tanto.

Il dottor Karol (Carlo CAPPELLI)

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